Archivi per la categoria ‘nutrizione’

Açai – dosaggio giornaliero?

mercoledì, 30 dicembre 2009

Spesso capitano domande come per esempio: “I vostri prodotti sono fantastici, ma quale è la dose giornaliera che devo assumere per stare bene?”.

Açai è un frutto molto nutriente, pieno di sostanze benefiche alla salute che stimolano un corretto funzionamento del corpo. In generale uno dovrebbe consumare tanto açai quanto il corpo e la voglia di mangiarlo richiedono. Il ministero della salute (anche quello Europeo) non indica una lina guida di quanto açai uno dovrebbe consumare al giorno. Dipende sempre dallo stile di vita, dalle abitudini personali e delle preferenze di gusto.

Una buona parte delle persone con cui siamo in contatto (che include anche gli sportivi di alto livello) mangiano circa 1-2 juice pads (panetti di polpa di frutta surgelata) al giorno ed è cosi, come dicono, che si sentono bene.

Per quanto riguarda i consigli di buona nutrizione vi ricordiamo che:

1 juice pad = 1 porzione di frutta
1 BIO  smoothie = 2 porzioni di frutta e 1/2

Il ministero della salute consiglia almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

Ma, açaí mi fa veramente dimagrire?

martedì, 29 dicembre 2009

La promessa e la rispettiva credenza che açai faccia dimagrire è stata creata da numerosi siti internet (di fatto in alcuni casi “scam” studiati) che offrono campioni “gratuiti” di prodotti contenenti açai in modo più o meno serio. Veramente non è proprio questo che caratterizza meglio l’açai, le caratteristiche e la filosofia che accompagnano la piccola bacca viola scura della foresta amazzonica e le sue numerevoli proprietà.

Açai [ass-aììh] è un frutto incredibilmente benefico alla salute che fornisce antiossidanti potenti ed ottimi grassi omega all’organismo. Integrato nella dieta (attenzione: la dieta come alimentazione… non una dieta) di uno stile di vita salutare con sani livelli di attività sportiva e mentale, açai può portare ad un incremento dello stato di benessere generale.

Dovuto a questo, açai è  recentemente finito nel bel mezzo di “sistemi per fare soldi” ed è stata “taggato” come “açai berry”. Considerando che si tratta di un frutto brasiliano il “berry” centra evidentemente poco con la bacca. Un paio di anni fa era la papaia se vi ricordate, prima ancora lo era l’aloe vera che adesso di conseguenza è completamente “out”, se pur continua ad essere un frutto che fa molto bene alla salute e alla cura della pelle.

La Tropitalia Srl – Açai Italia è uno dei maggiori importatori di questo frutto in Italia. Come azienda seria siamo a vostra disposizione per informazioni riguardanti il frutto, le sue proprietà e la sua reperibilità.

In riferimento potete consultare anche i seguenti articoli su “Dietaland”:
Acai Berry, prima antiossidante che dimagrante
Acai berry, proprietà presunte ed effettive
Succo di açai per restare in forma

Un altro articolo su “PoliceGreen”:
Le bacche di açai

L’ananas (abacaxi), il frutto ideale per le donne

martedì, 8 dicembre 2009

Aiuta a ripristinare il livello di manganese e il processo di calcificazione ossea, contro l’osteoporosi

Ananas a volontà per tutte le donne. È il suggerimento di studiosi americani del ‘Centro ricerche sulla Nutrizione Usa‘.

Gli esperti hanno messo in luce che questo tipo di frutto – idealmente presente sul mercato da dicembre a maggio – contiene molto manganese, elemento importante per sopperire alle perdite ematiche legate alle mestruazioni. Gli scienziati ritengono che la gran parte delle donne conservi nell’organismo solo un terzo del manganese necessario per una salute ottimale; e che, dunque, il problema possa essere risolto bevendo regolarmente succo d’ananas.

Ma le virtù del noto frutto tropicale non finiscono qui. Secondo Phyllis Johnson, infatti, l’ananas è inoltre efficace contro l’osteoporosi, malattia che colpisce soprattutto il gentil sesso: i principi attivi presenti nel frutto sono, infatti, coinvolti nel processo biochimico che consente al calcio di rafforzare lo scheletro.

Fonte: www.milanoweb.com

Prevenire le malattie con la vitamina C

giovedì, 24 settembre 2009

La versione italiana di healthnews.com ha appena pubblicato un articolo che riportiamo qui nel blog, in quanto sottolinea l’importanza di un alimentazione sana e ricca di vitamine. Qui l’articolo si concentra maggiormente sugli effetti benefici ed importanti della vitamina C, come è abbondantemente contenuta nei Juice Pads Acerola BIO. Acerola è una delle migliori fonti di vitamina C naturale attualmente conoscituti.

Ecco l’articolo e il link diretto a it.healthnews.com, per chi vuole ricercare la fonte:

Prevenire le malattie con la vitamina C


By: Madeline Ellis
Published: Giovedì, 17 Settembre 2009
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La vitamina C è una delle sostanze nutrienti più importanti per il corpo umano; questa vitamina è considerata importante per i suoi benefici in molte malattie: per l’influenza, naturalmente, ma anche per malattie più serie come il diabete e il cancro.

Oltre a questo, la vitamina C è importante per la creazione di collagene, che si trova nelle ossa e nei legamenti, nei vasi sanguigni e nei tendini. Svolge anche un ruolo fondamentale nella creazione dei neurotrasmettitori, che hanno un effetto sul funzionamento del cervello e dell’umore.

La vitamina C aiuta anche a ridurre il colesterolo e i calcoli biliari e interviene nella sintesi della carnitina, utilizzata per convertire i grassi in energia. I benefici più ricercati nella vitamina C derivano dagli antiossidanti. Grazie all’alto contenuto di antiossidanti, la vitamina C protegge le cellule dagli effetti ossidanti dei radicali liberi.

La carenza di vitamina C viene chiamata scorbuto, una malattia che nei fatti è stata sradicata dal consumo delle arance e dei limoni. Un precursore dello scorbuto si trova in un test del sangue che mostra dei livelli insufficienti di carnitina o di norepinefrina, un neurotrasmettitore.

Linus Pauling è il più grande difensore della vitamina C, e un istituto che porta il suo nome promuove le sue ricerche all’Oregon State University. Pauling ha conseguito il premio Nobel della pace per gli sforzi contro la proliferazione delle armi nucleari, e un premio Nobel in chimica, prima di dedicarsi agli effetti della vitamina C sulla salute.

Pauling ha intrapreso le prime ricerche sulla vitamina C nel 1966. In queste ricerche si affermava che la vitamina C non era altro che un rimedio contro il freddo. Pauling ha suggerito che il dosaggio corretto della vitamina C fosse di 10- 12 grammi al giorno. La dose nutrizionale raccomandata oggi (RDA) per la vitamina C, in condizioni normali, è solamente di 90 mg al giorno per gli adulti. La prevenzione delle malattie croniche esige dei livelli più elevati. Poiché la vitamina C non si conserva nel sangue, è preferibile suddividere la quantità e assumerla in diversi momenti nel corso del giorno.

La vitamina C e il diabete

Dei ricercatori dell’ospedale Addenbrooke in Inghilterra hanno esaminato i livelli nel sangue di vitamina C nelle cartelle mediche di molte persone. Hanno scoperto che coloro che avevano il tasso più elevato di vitamina C nel sangue avevano una percentuale debole d’ incidenza del diabete, cioè del 22%.

La vitamina C e il cancro

L’Istituto nazionale degli studi sulla salute ha segnalato che la vitamina C potrebbe essere raccomandata per la prevenzione del cancro, tuttavia, la ricerca ha studiato l’ assunzione per via orale della vitamina e ha riportato che l’organismo può recepire la vitamina soltanto in quantità limitate. Lo studio è consistito nella somministrazione di vitamina C attraverso delle iniezioni a delle cavie. I risultati dello studio hanno mostrato che i tumori sono stati ridotti del 53 % nel 75 % dei casi di tumore nelle cavie. Si trattava di cancri alle ovaie, al pancreas e al cervello. Le attuali raccomandazioni del dipartimento americano dell’Agricoltura, e dell’Istituto nazionale del cancro, suggeriscono da cinque a dieci porzioni di verdura e/o frutta al giorno. Da questi studi sembra che molti tipi di tumore potrebbero essere arginati grazie all’assunzione di vitamina C, in particolare il tumore alla bocca, alla gola, alle corde vocali, allo stomaco, al retto, al colon, all’esofago e ai polmoni.

La vitamina C e gli incidenti vascolari cerebrali (AVC)

Da dei risultati di uno studio condotto in Giappone, realizzato su più di 2000 partecipanti, è emersa la diminuzione del 54 % del rischio di incidente vascolare-cerebrale (AVC) presso le persone che hanno consumato frutta e verdura per sei o sette giorni alla settimana. Coloro che hanno mangiato soltanto verdure al di sotto dei due giorni a settimana si sono rivelati più esposti al rischio di incorrere in incidenti cerebro-vascolari.

La vitamina C e la cataratta

Anche la cataratta può essere evitata con l’assunzione della vitamina C. Uno studio di sette anni ha concluso che 500 mg di vitamina C al giorno impediscono la formazione della cataratta.

La vitamina C può prevenire l’influenza, le malattie cardiache, la cataratta e può eliminare anche i livelli tossici di piombo nel sangue. Rafforza il sistema immunitario, i neurotrasmettitori, le ossa e il collagene. Dato il minimo costo degli agrumi, non dimenticate di aggiungerli alla vostra dieta.

Congelato o surgelato?

giovedì, 24 settembre 2009

Nel nostro lavoro di tutti i giorni, spesso ce ne accorgiamo che i nostri clienti non conoscono la differenza tra due tecniche di conservazione molto simili, ma con una fondamentale differenza tra di loro:

congelato vs surgelato

Adesso la maggior parte di voi dice: “Ma non c’è differenza! Va sempre tenuto in freezer.” Invece c’è ! Non per niente precisiamo in ogni occasione che le nostre polpe di frutta sono tutte “surgelate” e non semplicemente “congelate”. Per una maggiore credibilità vi cito un testo che ho recentemente trovato sul sito dell’Unione Nazionale Consumatori che vi spiega esattamente questo:

Newsletter dell’Unione Nazionale Consumatori

18734 (SdC – apr. 2009) – L’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) interviene sulle differenze fra alimenti surgelati e alimenti congelati facendo osservare che la congelazione è il sistema di conservazione con il freddo sottozero di tipo domestico o industriale applicato generalmente per grosse pezzature.

- Si raggiungono in tempi lunghi temperature tra i -7°C e i -12°C (per il pesce -18°C) e si conservano a temperature comprese tra -10°C e -30°C.

- Determina la formazione di grossi cristalli di ghiaccio, con la conseguenza di creare danni alla struttura biologica degli alimenti e perdite, al momento dello scongelamento, di valori nutritivi ed organolettici, in particolare per gli alimenti con struttura cellulare meno resistente.

- Il metodo è efficace per allungare la conservazione dei cibi.

- Non permette però di bloccare al 100%, se non a temperature bassissime, l’attività delle cellule vive e degli enzimi, con conseguente deterioramento nel tempo della qualità originaria del prodotto.

La surgelazione, al contrario è un congelamento ultra rapido.

- Il prodotto raggiunge molto rapidamente la temperatura di -18°C.

- La rapidità di raffreddamento determina la formazione di microcristalli che non danneggiano la struttura biologica dell’alimento.

- Il mantenimento della temperatura al di sotto di -18°C rallenta le reazioni chimiche ed enzimatiche e lo sviluppo microbico diventa pressoché nullo.

- Le valenze organolettiche e nutrizionali rimangono inalterate rispetto al prodotto originale.

Autore: Emanuele Piccari
Data: aprile 2009

Per leggere direttamente l’articolo potete accedere al sito dell’Unione Nazionale Consumatori.

Newsletter dell’Unione Nazionale Consumatori Cerca un’altra notizia

18734 (SdC – apr.
2009) – L’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) interviene sulle
differenze fra alimenti surgelati e alimenti congelati facendo
osservare che la congelazione è il sistema di conservazione con il
freddo sottozero di tipo domestico o industriale applicato generalmente
per grosse pezzature.

- Si raggiungono in
tempi lunghi temperature tra i -7°C e i -12°C (per il pesce -18°C) e si
conservano a temperature comprese tra -10°C e -30°C.

- Determina la
formazione di grossi cristalli di ghiaccio, con la conseguenza di
creare danni alla struttura biologica degli alimenti e perdite, al
momento dello scongelamento, di valori nutritivi ed organolettici, in
particolare per gli alimenti con struttura cellulare meno resistente.

- Il metodo è efficace per allungare la conservazione dei cibi.

- Non permette però
di bloccare al 100%, se non a temperature bassissime, l’attività delle
cellule vive e degli enzimi, con conseguente deterioramento nel tempo
della qualità originaria del prodotto.
La surgelazione, al contrario è un congelamento ultra rapido.

- Il prodotto raggiunge molto rapidamente la temperatura di -18°C.

- La rapidità di
raffreddamento determina la formazione di microcristalli che non
danneggiano la struttura biologica dell’alimento.

- Il mantenimento
della temperatura al di sotto di -18°C rallenta le reazioni chimiche ed
enzimatiche e lo sviluppo microbico diventa pressoché nullo.

- Le valenze organolettiche e nutrizionali rimangono inalterate rispetto al prodotto originale.

Autore: Emanuele Piccari
Data: aprile 2009

Papaia

mercoledì, 2 luglio 2008

E’ un frutto di color giallo molto nutriente per l’organismo.

Contiene molte vitamine tra cui la vitamina C, E, A, riboflanina, niacina, tiamina, calcio, fosforo, ferro.

  • LA VITAMINA C ha proprietà antiossidanti e anti radicalli liberi ed è uno stimolante naturale per il sistema immunitario.
  • LA VITAMINA E protegge da molteplici patologie: cardiovascolari, cutanee, otorinolaringoiatriche e neoplastiche. Protegge le membrane cellulari da processi di degradazione con attività antiossidante e anti radicali liberi. Ha inoltre proprietà vasoprotettive ed elasticizzanti cutanee.
  • LA VITAMINA A ha come caratteristica principale quella di rigenerare i tessuti epiteliali.

La papaia viene utilizzata in medicina popolare per la cura della dispepsia, oltre che in varie preparazioni per uso topico; infatti alcune formulazioni tradizionali a base di papaia vengono utilizzate in Africa e in Jamaica per la terapia delle ustioni in età pediatrica e per le ulcere cutanee croniche in età adulta.

La papaia infatti, e in particolar modo gli enzimi in essa contenuti, oltre ad avere un’azione cheratolitica, possiedono proprietà esfolianti e antimicrobiche sull’epidermide, facilitando l’eliminazione del tessuto necrotico, la formazione di tessuto di granulazione e impedendo infine fenomeni di sovrainfezione batterica in sede di lesione.

Grazie a papaina, lipasi, acido glucoronico, acido folico, sali minerali e vitamine A,B,C,E può essere considerato un toccasana per chi ha le difese immunitarie basse.

Eleonora