Articoli marcati con tag ‘vitamine’

L’ananas (abacaxi), il frutto ideale per le donne

martedì, 8 dicembre 2009

Aiuta a ripristinare il livello di manganese e il processo di calcificazione ossea, contro l’osteoporosi

Ananas a volontà per tutte le donne. È il suggerimento di studiosi americani del ‘Centro ricerche sulla Nutrizione Usa‘.

Gli esperti hanno messo in luce che questo tipo di frutto – idealmente presente sul mercato da dicembre a maggio – contiene molto manganese, elemento importante per sopperire alle perdite ematiche legate alle mestruazioni. Gli scienziati ritengono che la gran parte delle donne conservi nell’organismo solo un terzo del manganese necessario per una salute ottimale; e che, dunque, il problema possa essere risolto bevendo regolarmente succo d’ananas.

Ma le virtù del noto frutto tropicale non finiscono qui. Secondo Phyllis Johnson, infatti, l’ananas è inoltre efficace contro l’osteoporosi, malattia che colpisce soprattutto il gentil sesso: i principi attivi presenti nel frutto sono, infatti, coinvolti nel processo biochimico che consente al calcio di rafforzare lo scheletro.

Fonte: www.milanoweb.com

Prevenire le malattie con la vitamina C

giovedì, 24 settembre 2009

La versione italiana di healthnews.com ha appena pubblicato un articolo che riportiamo qui nel blog, in quanto sottolinea l’importanza di un alimentazione sana e ricca di vitamine. Qui l’articolo si concentra maggiormente sugli effetti benefici ed importanti della vitamina C, come è abbondantemente contenuta nei Juice Pads Acerola BIO. Acerola è una delle migliori fonti di vitamina C naturale attualmente conoscituti.

Ecco l’articolo e il link diretto a it.healthnews.com, per chi vuole ricercare la fonte:

Prevenire le malattie con la vitamina C


By: Madeline Ellis
Published: Giovedì, 17 Settembre 2009
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La vitamina C è una delle sostanze nutrienti più importanti per il corpo umano; questa vitamina è considerata importante per i suoi benefici in molte malattie: per l’influenza, naturalmente, ma anche per malattie più serie come il diabete e il cancro.

Oltre a questo, la vitamina C è importante per la creazione di collagene, che si trova nelle ossa e nei legamenti, nei vasi sanguigni e nei tendini. Svolge anche un ruolo fondamentale nella creazione dei neurotrasmettitori, che hanno un effetto sul funzionamento del cervello e dell’umore.

La vitamina C aiuta anche a ridurre il colesterolo e i calcoli biliari e interviene nella sintesi della carnitina, utilizzata per convertire i grassi in energia. I benefici più ricercati nella vitamina C derivano dagli antiossidanti. Grazie all’alto contenuto di antiossidanti, la vitamina C protegge le cellule dagli effetti ossidanti dei radicali liberi.

La carenza di vitamina C viene chiamata scorbuto, una malattia che nei fatti è stata sradicata dal consumo delle arance e dei limoni. Un precursore dello scorbuto si trova in un test del sangue che mostra dei livelli insufficienti di carnitina o di norepinefrina, un neurotrasmettitore.

Linus Pauling è il più grande difensore della vitamina C, e un istituto che porta il suo nome promuove le sue ricerche all’Oregon State University. Pauling ha conseguito il premio Nobel della pace per gli sforzi contro la proliferazione delle armi nucleari, e un premio Nobel in chimica, prima di dedicarsi agli effetti della vitamina C sulla salute.

Pauling ha intrapreso le prime ricerche sulla vitamina C nel 1966. In queste ricerche si affermava che la vitamina C non era altro che un rimedio contro il freddo. Pauling ha suggerito che il dosaggio corretto della vitamina C fosse di 10- 12 grammi al giorno. La dose nutrizionale raccomandata oggi (RDA) per la vitamina C, in condizioni normali, è solamente di 90 mg al giorno per gli adulti. La prevenzione delle malattie croniche esige dei livelli più elevati. Poiché la vitamina C non si conserva nel sangue, è preferibile suddividere la quantità e assumerla in diversi momenti nel corso del giorno.

La vitamina C e il diabete

Dei ricercatori dell’ospedale Addenbrooke in Inghilterra hanno esaminato i livelli nel sangue di vitamina C nelle cartelle mediche di molte persone. Hanno scoperto che coloro che avevano il tasso più elevato di vitamina C nel sangue avevano una percentuale debole d’ incidenza del diabete, cioè del 22%.

La vitamina C e il cancro

L’Istituto nazionale degli studi sulla salute ha segnalato che la vitamina C potrebbe essere raccomandata per la prevenzione del cancro, tuttavia, la ricerca ha studiato l’ assunzione per via orale della vitamina e ha riportato che l’organismo può recepire la vitamina soltanto in quantità limitate. Lo studio è consistito nella somministrazione di vitamina C attraverso delle iniezioni a delle cavie. I risultati dello studio hanno mostrato che i tumori sono stati ridotti del 53 % nel 75 % dei casi di tumore nelle cavie. Si trattava di cancri alle ovaie, al pancreas e al cervello. Le attuali raccomandazioni del dipartimento americano dell’Agricoltura, e dell’Istituto nazionale del cancro, suggeriscono da cinque a dieci porzioni di verdura e/o frutta al giorno. Da questi studi sembra che molti tipi di tumore potrebbero essere arginati grazie all’assunzione di vitamina C, in particolare il tumore alla bocca, alla gola, alle corde vocali, allo stomaco, al retto, al colon, all’esofago e ai polmoni.

La vitamina C e gli incidenti vascolari cerebrali (AVC)

Da dei risultati di uno studio condotto in Giappone, realizzato su più di 2000 partecipanti, è emersa la diminuzione del 54 % del rischio di incidente vascolare-cerebrale (AVC) presso le persone che hanno consumato frutta e verdura per sei o sette giorni alla settimana. Coloro che hanno mangiato soltanto verdure al di sotto dei due giorni a settimana si sono rivelati più esposti al rischio di incorrere in incidenti cerebro-vascolari.

La vitamina C e la cataratta

Anche la cataratta può essere evitata con l’assunzione della vitamina C. Uno studio di sette anni ha concluso che 500 mg di vitamina C al giorno impediscono la formazione della cataratta.

La vitamina C può prevenire l’influenza, le malattie cardiache, la cataratta e può eliminare anche i livelli tossici di piombo nel sangue. Rafforza il sistema immunitario, i neurotrasmettitori, le ossa e il collagene. Dato il minimo costo degli agrumi, non dimenticate di aggiungerli alla vostra dieta.

Congelato o surgelato?

giovedì, 24 settembre 2009

Nel nostro lavoro di tutti i giorni, spesso ce ne accorgiamo che i nostri clienti non conoscono la differenza tra due tecniche di conservazione molto simili, ma con una fondamentale differenza tra di loro:

congelato vs surgelato

Adesso la maggior parte di voi dice: “Ma non c’è differenza! Va sempre tenuto in freezer.” Invece c’è ! Non per niente precisiamo in ogni occasione che le nostre polpe di frutta sono tutte “surgelate” e non semplicemente “congelate”. Per una maggiore credibilità vi cito un testo che ho recentemente trovato sul sito dell’Unione Nazionale Consumatori che vi spiega esattamente questo:

Newsletter dell’Unione Nazionale Consumatori

18734 (SdC – apr. 2009) – L’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) interviene sulle differenze fra alimenti surgelati e alimenti congelati facendo osservare che la congelazione è il sistema di conservazione con il freddo sottozero di tipo domestico o industriale applicato generalmente per grosse pezzature.

- Si raggiungono in tempi lunghi temperature tra i -7°C e i -12°C (per il pesce -18°C) e si conservano a temperature comprese tra -10°C e -30°C.

- Determina la formazione di grossi cristalli di ghiaccio, con la conseguenza di creare danni alla struttura biologica degli alimenti e perdite, al momento dello scongelamento, di valori nutritivi ed organolettici, in particolare per gli alimenti con struttura cellulare meno resistente.

- Il metodo è efficace per allungare la conservazione dei cibi.

- Non permette però di bloccare al 100%, se non a temperature bassissime, l’attività delle cellule vive e degli enzimi, con conseguente deterioramento nel tempo della qualità originaria del prodotto.

La surgelazione, al contrario è un congelamento ultra rapido.

- Il prodotto raggiunge molto rapidamente la temperatura di -18°C.

- La rapidità di raffreddamento determina la formazione di microcristalli che non danneggiano la struttura biologica dell’alimento.

- Il mantenimento della temperatura al di sotto di -18°C rallenta le reazioni chimiche ed enzimatiche e lo sviluppo microbico diventa pressoché nullo.

- Le valenze organolettiche e nutrizionali rimangono inalterate rispetto al prodotto originale.

Autore: Emanuele Piccari
Data: aprile 2009

Per leggere direttamente l’articolo potete accedere al sito dell’Unione Nazionale Consumatori.

Newsletter dell’Unione Nazionale Consumatori Cerca un’altra notizia

18734 (SdC – apr.
2009) – L’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) interviene sulle
differenze fra alimenti surgelati e alimenti congelati facendo
osservare che la congelazione è il sistema di conservazione con il
freddo sottozero di tipo domestico o industriale applicato generalmente
per grosse pezzature.

- Si raggiungono in
tempi lunghi temperature tra i -7°C e i -12°C (per il pesce -18°C) e si
conservano a temperature comprese tra -10°C e -30°C.

- Determina la
formazione di grossi cristalli di ghiaccio, con la conseguenza di
creare danni alla struttura biologica degli alimenti e perdite, al
momento dello scongelamento, di valori nutritivi ed organolettici, in
particolare per gli alimenti con struttura cellulare meno resistente.

- Il metodo è efficace per allungare la conservazione dei cibi.

- Non permette però
di bloccare al 100%, se non a temperature bassissime, l’attività delle
cellule vive e degli enzimi, con conseguente deterioramento nel tempo
della qualità originaria del prodotto.
La surgelazione, al contrario è un congelamento ultra rapido.

- Il prodotto raggiunge molto rapidamente la temperatura di -18°C.

- La rapidità di
raffreddamento determina la formazione di microcristalli che non
danneggiano la struttura biologica dell’alimento.

- Il mantenimento
della temperatura al di sotto di -18°C rallenta le reazioni chimiche ed
enzimatiche e lo sviluppo microbico diventa pressoché nullo.

- Le valenze organolettiche e nutrizionali rimangono inalterate rispetto al prodotto originale.

Autore: Emanuele Piccari
Data: aprile 2009